di Roberto Costa


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INSTRUMENTS


BASS CORNER


Essendo io un bassista è naturale che abbia cercato di curare al meglio l’ANGOLO DEL BASSISTA.

Vi sono a disposizione 4 bassi:

- CDL Pbass, pickup Lindy Fralin, passivo, ottimo per rock, soul, tutta la musica pre ’80.

- CDL Jbass, pickups EMG attivi, brillante, slapposo, moderno, leggero, manico molto veloce.

- CDL Jbass fretless, Jaco Pastorius sound, pickups DiMarzio anni ’70, passivi, suono caldo, ma con una puntina di attacco che si notare nel missaggio.

- SADOWSKY Metro MS5 un 5 corde giapponese molto valido. Se cliccate sul link lo vedete in azione anche con Martina! :-)

Gli ampli sono:
- MesaBoogie Walkabout, piccola testata con pre a valvole, finale MosFet, “solo” 200 Watt su 8 ohm (ma i Watt Mesa sono diversi dagli altri), ottimo controllo del suono con il particolare il controllo del GAIN che oltre metà corsa diventa saturazione, a certi settaggi emula gli ampli anni ’60 come il B15 che tirandoci il collo saturavano, o come il particolarissimo controllo MID che agisce come il pot TONE dei bassi Fender, è un ampli piuttosto versatile ma con una prevalenza sul suono corposo e robusto.
- Aguilar GS112 cassa 1 x 12” + tweeter, suono bello, caldo, deciso, professionale
- Acoustic 118 combo fine anni ’70, il mio primo ampli!!!, transistor, un “certo” suono, molto particolare.
- ElectroHarmonix QTron+, effetto a pedale tipico degli anni ’70, è un envelope filter, in pratica “fa le bolle”, può ricordare un wah wah, indispensabile per un sound Pfunk.
- MXR Phase 90, classico phaser anch'esso molto in uso nei mitici '70.


CHITARRA

Sono un bassista ma ho un debole per le Martin, e quindi ecco una bella Martin D28, dreadnought, suono molto bilanciato, una delizia a suonarla, regolata con una giusta action, monta le 012 ma non te ne accorgi neppure.

Fender Telecaster Japan, non chiedetemi che serie e che anno è, non so niente, ma va benissimo e tutti i miei amici chitarristi sono molto invidiosi.

BATTERIA E PERCUSSIONI

Yamaha Stage Custom 5 pezzi, cassa 20”, 2 toms, 1 floor tom sospeso, hihat Ufip Class 16”, Paiste Ride 2002 20", a parte il rullante questa batteria mi soddisfa assai, registrata con diversi microfoni, con diversi batteristi, su diversi stili musicali mi restituisce sempre un buon sound. Se ci aggiungete un buon rullante e un bel crash, diventa un set professionale, e non dovete faticare a portarvela perché è già in studio. Ci tengo ad avere una batteria residente, voglio conoscere il suono della accoppiata stanza/batteria e non voglio “sorprese” in missaggio.

TASTIERE

Prima di tutto Sua Maestà - Fender Rhodes 73 MK II, tipico sound ’70 di piano elettrico, settato, in ordine, intonato, molto ma molto meglio di qualsiasi virtual instrument;
- Piano elettrico Wurlitzer, l’altra metà del cielo in materia di ’70 piano sound, molto usato in produzioni soul, più morbido del Rhodes, più accompagnatore di cantanti, ma ovviamente non c’è limite alla fantasia;
- Hohner Clavinet, è un clavinet, non il mitico D6, ma sempre della Hohner, attualmente in restauro (cambio gommini);
- MicroMoog, autentico originale synth, 1 oscillatore (il Mini ne aveva 2), con dei suoni di basso possenti, con il particolare controllo bend tramite lo struscio del dito, Ian Hammer sound?

Ovviamente la parte instruments è sempre in continua evoluzione, in pursuit of the right sound!!!!

In questa pagina voglio  ringraziare in particolare CarloDoriaLuthier, un vero appassionato di strumenti veri, si parla di Gibson, Fender e Martin di quando io ero bambino. Lui ha costruito i miei 3 bassi dei quali sono pienamente soddisfatto (dopo alcune dispute sulla parte elettronica, che non ci hanno portato in tribunale perché non sapremmo come pagare i rispettivi avvocati).
Un doveroso ringraziamento va a Andrea Dr. Groove Turrin, tra l’altro proprietario del Rhodes, del Wurlitzer, del Clavinet e del Micromoog, valente pianista e medico, soprattutto grande ascoltatore/divoratore di ogni tipo di musica, con una certa predilezione per il jazz.
Ringrazio inoltre Fafo, buon chitarrista, appassionato anche lui di chitarre buone, che non smette di ricordarmi, ogni volta che ci vediamo, come lui riesca a spendere, per le chitarre e gli ampli, 1/10 di quello che spendo io.
Non posso dimenticare Tony Addesi, che mi presta ogni tanto la sua Gibson Howard Roberts Fusion III, con il quale ci facciamo dei gran discorsi tutti rigorosamente su Telecaster Precision e compagnia. Lui ha ancora degli LP anni 70 di black music davvero notevoli, come ad esempio un LP dei Mandrills. SOLID.

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